La trasmissione orale dei fatti storici

Gli avvenimenti che si susseguirono a partire dal 1789, inserirono Thiesi nella storia moderna della Sardegna perché tra le classi popolari e l’elite borghese, iniziarono a diffondersi l’idea di autonomia politica e di indipendenza dal potere feudale. Tra i vari episodi storici che garantirono l’autonomia sarda, importante fu quello del 1793 quando l’intero popolo sardo, riunitosi compatto anche grazie all’intervento della chiesa, fermò l’invasione dei francesi impiegando una parte consistente di risorse economiche per la difesa militare pari a 106.267 lire sarde a differenza dei feudatari che ne versarono 9.117.

Thiesi in quella occasione contribuì con 603 lire sarde. Nel 1794 la popolazione di Cagliari e a seguire tutta quella delle principali città sarde, cacciò I piemontesi dalla sua terra. Fu in quegli anni che il funzionario del Regno di Sardegna, Giovanni Maria Angioj, collaborò assieme ai sardi alla diffusione delle idee rivoluzionarie contro il sistema feudale. Nel 1795 un delegato dellAngioy, il Notaio Francesco Cillocco, di passaggio a Thiesi, tenne un comizio in “Carrela Manna” (Via Roma) nel palazzo dei Flores. La comunità Thiesina incitata dai suoi discorsi antifeudali, munita di picconi, corse contro il palazzo di Don Antonio Manca per distruggerlo. Fu un avvenimento importante perché preso da esempio dalle popolazioni di tutto il nord Sardegna. In data 24 novembre 1795 fu siglato un patto di mutua alleanza tra i consigli comunativi, “i prinzipales” e i rispettivi sindaci dei paesi di Thiesi, Bessude e Cheremule, contro il regime dispotico che fino ad allora aveva di fatto limitato la libertà del popolo con abusi e vessazioni da parte del feudatario, il Duca Antonio Manca del marchesato Monte Majore (a Thiesi veniva chiamato in questo modo).
Ciò fu attuato tramite un atto pubblico steso dal Notaio Francesco Sotgiu Satta di Osidda dove erano inseriti I famosi sette punti. Successivamente il 17/03/1796, a Thiesi fu redatto un nuovo patto di unione tra i Comuni del Logudoro in cui riemergeva il rifiuto del sistema feudale nella sua globalità.
Per ricordare quei fatti il Comune di Thiesi, incaricò il pittore di origini Thiesine Aligi Sassu. Emblematico è infatti il dipinto intitolato “i moti angioiani” realizzato nel 1962, che meglio rappresenta la presa di posizione del popolo di Thiesi contro il potere indisponente del Duca Manca. E’ proprio nel dipinto che viene raffigurata la vicenda del Vassallo che si ribella al feudatario: il Duca Antonio Manca, stanco dopo una battuta di caccia, ordina al Vassallo di fargli da sgabello così da potersi riposare. Il Vassallo per niente intimidito e stanco dei suoi continui soprusi, si ribella e anziché obbedire gli mostra il coltello dicendogli: “Setzasi inoghe”.
La prima volta che ho sentito questo racconto, è stato alle scuole elementari dal maestro Mario Tarantini e ne rimasi affascinato. Crescendo e parlandone con gli anziani del paese, e in particolare con Tiu Gigi Alzu ( Luigi Vargiu), scoprì finalmente l’identità del vassallo coraggioso: era un pastore chiamato Bustianu Sanna (Sebastiano Sanna) ed era addirittura un parente comune ad entrambi.
Successivamente, leggendo il libro scritto da Gavino Palmas, “Thiesi villa antifeudale”, appresi che il cognome non fosse Sanna ma Dore. In effetti anche nella rivista “Sardu So...” dedicata al poeta Gavino Piredda vissuto a Romana ma di origini Thiesine, in cui si parla del paese e della sua storia facendo riferimento all’episodio descritto nel dipinto di Aligi Sassu, si scrive che il vassallo fosse Sebastiano Dore. Proseguendo nelle mie ricerche, parlando con Vincenzo Porcu, compaesano e amico d’infanzia nonché uno degli ultimi “contadores de paraistorias” rimasti, scoprii che un amico della sua famiglia noto Giovanni Dore de Carrela de segus (di Via Mazzini), gli avesse confidato che la persona in questione si chiamava “Bustianu Batetta” soprannominato “sette cuguddos” (sette cappucci). Quindi partendo da questo dato, ho fatto un’ ulteriore ricerca prendendo come riferimento la raccolta immane di dati anagrafici elaborata dal compaesano Andrea Ruda, dove sono inserite le date di nascita, matrimonio, decessi, della comunita’ Thiesina a partire dal 1650.

Risultano:
• Dore Sebastiano nato nel 11/01/1757 dall’unione tra Chighine; Antonio Maria Dore e Maria Porqueddu
• Sanna Sebastiano nato nell’anno 1751 ( non è indicata la data precisa) dall’unione tra Salvatore Sanna e Anna Seque Vargiu ed era soprannominato Sebastiano Trabeccu (balbuziente).

Nel libro dello storico Francesco Sulis “Dei moti liberali dell’Isola di Sardegna dal 1793 al 1821” alla pagina 53 del I volume, è citato il racconto della famosa rivolta al Duca Manca. A ribellarsi fu, secondo il Sulis, un certo “Sebastiano Babecco”.
Nonostante tutto, dalle ricerche emerse dai libri indicati e dai racconti orali tramandati di generazione in generazione, non si ha comunque la certezza di chi effettivamente fosse questo eroico personaggio.

Tonino Sotgiu